Intelligenza artificiale e intelligenza motoria. Il legame segreto

Segreto intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale

I risultati raggiunti dall’intelligenza artificiale sono inferiori alle effettive possibilità. Perché? Si utilizza solo l’intelligenza mentale e non quella motoria.

L’intelligenza artificiale è un tema di grandissima attualità. Come spesso accade, quando qualcosa di “nuovo” si fa largo, non c’è molta chiarezza.

Pertanto, prima di parlarne, riteniamo utile darne almeno una definizione. Ancora una volta chiediamo aiuto a Wikipedia che fornisce la definizione data da Marco Somalvico.

L’intelligenza artificiale è una disciplina appartenente all’informatica che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e sistemi di programmi software capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.

Dopo aver letto questa definizione, alcune domande sorgono spontanee. Se vi solleticano, vi invitiamo a rispondere a nei commenti.

1. Da dove viene l’intelligenza artificiale?

Per quanto strepitosi ed entusiasmanti siano siano i continui progressi che l’intelligenza artificiale raggiunge ogni giorno, non dobbiamo dimenticare che è sempre il risultato di un’attività umana. Dietro ad un drone, un robot o un algoritmo, c’è sempre qualcuno che lo immagina, lo pensa e poi lo realizza. C’è sempre l’essere umano.

Non solo. Se esiste un settore nel quale sempre più si farà ricorso all’utilizzo intensivo dell’intelligenza umana, è proprio il campo dell’intelligenza artificiale. Meno persone lavoreranno. In compenso saranno chiamate a sviluppare, in continuazione, capacità di pensiero e creatività. Ogni singola “risorsa umana” diventerà ancor più determinante.

2. Sappiamo davvero come funziona l’intelligenza umana?

Carl Gustav Jung, il geniale psichiatra, filosofo ed antropologo, si recò in visita presso i pellerossa Pueblo. Rimase molto colpito dal fatto che i nativi considerassero completamenti pazzi gli americani”. Ne chiese il motivo. La risposta fu:”Beh… sono convinti di pensare con la testa. Nessun uomo sano di mente pensa con la testa.

Siamo cresciuti in un sistema scolastico ed universitario che privilegia un tipo di pensiero ed intelligenza che provengono esclusivamente dalla mente. Tuttavia, l’antica saggezza dei Pueblo e le più recenti ricerche pubblicate in merito, dimostrano l’esistenza di altri tipi di intelligenza. Come quella motoria.

Un esempio pratico. Dalla nostra esperienza si evince che la creatività delle persone è fortemente stimolata dal movimento fisico ed è, inoltre, direttamente proporzionale all’altezza del soffitto dell’ambiente nel quale lavorano.

Dopo queste considerazioni, altre due domande sorgono spontanee. E arriviamo a quattro. Oltre all’intelligenza, cerchiamo di estendere lo spunto anche a machine learning, realtà aumentata e simili.

3. Stiamo davvero sfruttando tutta la nostra intelligenza?

4. I nostri risultati non potrebbero essere migliori? Più veloci?

Condividi questo contenuto

CRIFA

Consulenza Aziendale Formazione.

LEAVE A REPLY

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.